{"id":72,"date":"2017-09-18T10:18:55","date_gmt":"2017-09-18T08:18:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.emmedatasas.eu\/wp\/?page_id=72"},"modified":"2018-06-19T10:51:12","modified_gmt":"2018-06-19T08:51:12","slug":"il-monastero","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/progetti.diocesidicomo.it\/santabbondio\/il-monastero\/","title":{"rendered":"il monastero"},"content":{"rendered":"<p>Nel 1010 il vescovo Alberico istitu\u00ec presso la basilica di Sant\u2019Abbondio una comunit\u00e0 di monaci benedettini. L\u2019iniziativa si collocava nel movimento di riforma delle istituzioni ecclesiastiche che, maturata nel secolo precedente in ambienti monastici e per iniziativa di alcuni presuli, aveva guadagnato il consenso dell\u2019autorit\u00e0 imperiale: di origine tedesca, lo stesso Alberico fu cappellano di Enrico II ed intrattenne ottimi rapporti col successore Corrado II; la nuova comunit\u00e0 fu gratificata di privilegi da parte degli imperatori; la fondazione del monastero fu seguita, nel giro di pochi decenni, da quella dei cenobi di San Carpoforo e di San Giuliano in Como e dall\u2019istituzione di canoniche &#8211; come San Fedele in citt\u00e0 e Sant\u2019Eufemia sull\u2019Isola Comacina \u2013 caratterizzate dalla vita comunitaria praticata dagli ecclesiastici che vi risiedevano. Nel corso del Medioevo Sant\u2019Abbondio mantenne stretti legami con l\u2019autorit\u00e0 episcopale, probabilmente in virt\u00f9 del suo particolare stato giuridico di monastero fondato da un vescovo in onore di un suo predecessore: l\u2019episcopato comasco si adoper\u00f2 per assicurare al cenobio il favore dell\u2019impero e, dalla fine dell\u2019XI secolo, del papato; tra XII e XIII secolo il monastero contese con insistenza al clero della cattedrale il diritto di avere il posto d\u2019onore a fianco del vescovo nei solenni cortei in onore del presule o di alte personalit\u00e0 di passaggio in citt\u00e0; almeno fino alla fine del Duecento l\u2019abate partecip\u00f2, insieme agli abati di San Giuliano e di San Carpoforo e ai canonici della cattedrale, all\u2019elezione del vescovo. Soprattutto, furono ingenti donazioni episcopali ad assicurare ai monaci di Sant\u2019Abbondio un vasto patrimonio, che alla fine del Duecento era costituito di beni fondiari e di edifici situati in citt\u00e0 e negli immediati dintorni (in particolare a Monte Olimpino), nel contado (soprattutto ad Albate), nell\u2019attuale Canton Ticino, in alcune localit\u00e0 sul Lario, in Valchiavenna e, in misura pi\u00f9 consistente e diffusa in Valtellina (soprattutto nel Bormiese, nella pieve di Mazzo e in quella di Ardenno); dal monastero inoltre dipendevano alcune chiese &#8211; Santa Maria a Sondalo, San Giovanni e Santa Tecla a Torno, San Martino a Morbegno &#8211; i cui parroci erano scelti dall\u2019abate.<br \/>\nAlla fine del XII secolo risalgono i primi indizi di legami altrettanto saldi con il comune, che divennero ben evidenti nel Duecento quando nei documenti del monastero e negli atti ufficiali della citt\u00e0 sant\u2019Abbondio compare quale patrono non solo del vescovo \u2013 cio\u00e8 dell\u2019autorit\u00e0 che aveva fondato il cenobio \u2013 ma anche di Como e del territorio dipendente, coincidente di fatto con la diocesi.<br \/>\nNel 1458 il monastero fu affidato al cardinale Giovanni Castiglioni, vescovo di Pavia: cominciava cos\u00ec la lunga successione di abati commendatari per lo pi\u00f9 non residenti presso l\u2019abbazia, ma non per questo \u2013 almeno fino alla fine del Cinquecento \u2013 disinteressati alla sua sorte. Durante l\u2019abbaziato di Gian Pietro Visconti, in particolare, si tent\u00f2 di riformare la vita della ormai piccola comunit\u00e0 attraverso il trasferimento di alcuni monaci osservanti della congregazione di Santa Giustina in Padova ma l\u2019iniziativa non ebbe seguito; tra il 1530 e il 1568 l\u2019abate Filippo Castiglioni e il suo successore Francesco Abbondio Castiglioni avviarono la costruzione del chiostro; nella seconda met\u00e0 dello stesso secolo Paolo Della Chiesa e, soprattutto, Tolomeo Gallio promossero il <a href=\"http:\/\/progetti.diocesidicomo.it\/santabbondio\/wp\/la-basilica-cinque-seicentesca\/\"> <em>rinnovamento del complesso monastico<\/em><\/a> in forme classicheggianti.<br \/>\nNella seconda met\u00e0 del Cinquecento, peraltro, era cominciata la riduzione del patrimonio dell\u2019ente: dagli anni Cinquanta del secolo, i rivolgimenti politici e religiosi innescati dalla riforma protestante resero necessaria l&#8217;alienazione di molti possessi situati nelle valli alpine, presso Lugano e nel Canton Ticino; nel 1616 l\u2019abate Marco Gallio vendette la stessa chiesa, parte del monastero e alcuni terreni nelle vicinanze alle monache agostiniane di San Tommaso di Civiglio, che nel 1595 si erano trasferite in Borgovico. L\u2019insediamento delle suore non comport\u00f2 la soppressione della commenda, che mantenne redditi e amministrazione distinti da quella del monastero e che fu via via conferita ad alti prelati. Al momento del trasferimento in Sant\u2019Abbondio le monache erano 24, ma durante il Seicento la comunit\u00e0 crebbe: nel corso di una visita del 1632 il vescovo Carafino cont\u00f2 35 religiose, di cui quattro converse; nel 1645 furono 43 le monache che accompagnarono le reliquie di sant\u2019Abbondio nel corso di una solenne processione che attravers\u00f2 la citt\u00e0, mentre nella seconda met\u00e0 del secolo la popolazione torn\u00f2 alla consistenza iniziale \u2013 24\/26 monache. Da altre ispezioni vescovili sappiamo che nei secoli XVII-XVIII le strutture del monastero ospitavano le celle delle religiose, il granaio, la cucina, la cantina, l\u2019educandato per le novizie e le converse, il giardino, la sala capitolare e quattro parlatoi; le monache potevano contare su redditi delle propriet\u00e0 terriere ad Anzano, Arcellasco, Galliano, oltre che sul vino prodotto nella vigna presso la clausura. Per la comunit\u00e0 tuttavia era ormai cominciato il declino: abitato solo da tre religiose, il monastero fu soppresso nel 1783. Alla morte dell\u2019ultimo abate commendatario, il cardinale Angelo Maria Durini, scomparso nel 1796, fu incamerato dallo stato anche il patrimonio della commenda, stimato il quadruplo di quello del monastero.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/progetti.diocesidicomo.it\/santabbondio\/wp\/bibliografia\/\"> Per saperne di pi\u00f9\u2026<\/a><\/p>\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\u00a0<a href=\"http:\/\/progetti.diocesidicomo.it\/santabbondio\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/monastero01.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-247\" src=\"http:\/\/progetti.diocesidicomo.it\/santabbondio\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/monastero01-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"259\" \/><\/a><\/td>\n<td>\u00a0<a href=\"http:\/\/progetti.diocesidicomo.it\/santabbondio\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/monastero02.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-248\" src=\"http:\/\/progetti.diocesidicomo.it\/santabbondio\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/monastero02-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"342\" height=\"257\" srcset=\"https:\/\/progetti.diocesidicomo.it\/santabbondio\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/monastero02-300x225.jpg 300w, https:\/\/progetti.diocesidicomo.it\/santabbondio\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/monastero02.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 342px) 100vw, 342px\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 10pt;\">Conferma della fondazione del monastero (1013)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"> \u00a9 Centro studi \u201cNicol\u00f2 Rusca\u201d &#8211; Archivio storico della diocesi di Como<\/span><\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 10pt;\">San Benedetto (intradosso dell\u2019arco trionfale)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"> \u00a9 Centro studi \u201cNicol\u00f2 Rusca\u201d &#8211; Ufficio inventariazione beni culturali<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 1010 il vescovo Alberico istitu\u00ec presso la basilica di Sant\u2019Abbondio una comunit\u00e0 di monaci benedettini. 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