{"id":66,"date":"2017-09-18T10:18:34","date_gmt":"2017-09-18T08:18:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.emmedatasas.eu\/wp\/?page_id=66"},"modified":"2018-06-20T10:16:15","modified_gmt":"2018-06-20T08:16:15","slug":"la-basilica-romanica","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/progetti.diocesidicomo.it\/santabbondio\/la-basilica-romanica\/","title":{"rendered":"la basilica romanica"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019insediamento di una comunit\u00e0 di monaci benedettini presso Sant\u2019Abbondio nel 1010 avvi\u00f2 una fase di radicali trasformazioni: il <i> <a href=\"http:\/\/progetti.diocesidicomo.it\/santabbondio\/wp\/apostolorum\/\">complesso di origine paleocristiana<\/a><\/i> fu abbattuto per essere ricostruito secondo moduli romanici. La nuova basilica fu consacrata nel 1095 da papa Urbano II ma \u00e8 probabile che a questa data il cantiere non fosse stato ancora ultimato, in particolare per quanto riguarda le volte del coro e la relativa decorazione scultorea.\u00a0La chiesa ora era suddivisa in cinque navate coperte da capriate e separate da file di pilastri cilindrici; al di l\u00e0 di questo spazio, destinato ai fedeli, si apriva un profondo coro riservato alle liturgie dei monaci, coperto da volte a crociera e stretto tra due campanili. All\u2019ingresso della basilica, una scala ricavata nel muro permetteva di accedere a una tribuna che custodiva le reliquie dei santi Rubiano ed Adalberto.<\/p>\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"2\">\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium\" src=\"http:\/\/progetti.diocesidicomo.it\/santabbondio\/immagini\/romanica03.jpg\" width=\"250\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td colspan=\"2\">Ingresso e tribuna<br \/>\n\u00a9 Centro studi \u201cNicol\u00f2 Rusca\u201d &#8211;\u00a0Ufficio inventariazione beni culturali<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium\" src=\"http:\/\/progetti.diocesidicomo.it\/santabbondio\/immagini\/romanica02.jpg\" width=\"250\" height=\"187\" \/><\/td>\n<td>\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium\" src=\"http:\/\/progetti.diocesidicomo.it\/santabbondio\/immagini\/romanica01.jpg\" width=\"250\" height=\"187\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Finta ghiera di arco<br \/>\n\u00a9 Centro studi \u201cNicol\u00f2 Rusca\u201d &#8211;\u00a0Ufficio inventariazione beni culturali<\/td>\n<td>Fregio sotto il tetto<br \/>\n\u00a9 Centro studi \u201cNicol\u00f2 Rusca\u201d &#8211;\u00a0Ufficio inventariazione beni<br \/>\nculturali<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>All\u2019origine di questa complessa struttura sono stati identificati diversi modelli architettonici. E\u2019 stato ipotizzato che la successione, alla guida della diocesi, di vescovi legati al mondo tedesco e alla corte imperiale \u2013 Alberico, Litigerio, Bennone, Rainaldo \u2013 abbia orientato le scelte dei costruttori verso modelli di area sassone e renana (la tribuna interna e il coro serrato tra le due torri richiamano chiese a Essen, Reichenau, Hildesheim); accanto a\u00a0 queste ascendenze sono per\u00f2 stati individuati anche elementi diffusi su scala pi\u00f9 ampia (in Borgogna, in Provenza, in Germania), quali i grandi capitelli cubici.<br \/>\nL\u2019interno dell\u2019edificio era alquanto diverso da quello attuale, che risente molto degli interventi di et\u00e0 moderna: una transenna realizzata con lastre di marmo provenienti dalla basilica paleocristiana divideva le navate dal coro, dove si trovavano due altari dedicati a san Pietro e a sant\u2019Abbondio; nella navata centrale era collocato un terzo altare, dedicato a\u00a0san Benedetto; i pilastri erano intonacati; la navata era coperta da un tetto a vista; lungo le navate si trovavano alcuni sepolcri, come il duecentesco sarcofago di Simone da Locarno, distrutto nel 1609.<br \/>\nNel XIII secolo a ridosso dell\u2019ingresso della basilica fu costruito un atrio porticato a tre navate e a due piani, nel quale fu prolungata la loggia sopra l\u2019ingresso; di questa costruzione, demolita durante la <em> <a href=\"http:\/\/progetti.diocesidicomo.it\/santabbondio\/wp\/la-basilica-cinque-seicentesca\/\"> ristrutturazione cinquecentesca<\/a><\/em> disposta dal cardinale Paolo Della Chiesa, oggi restano solo le quattro semicolonne ancora appoggiate alla facciata. Probabilmente verso la fine Duecento si avvi\u00f2 la decorazione delle pareti della navata, che alla sommit\u00e0, sotto le travi del tetto, fu ornata con un fregio a palmette su sfondo scuro, accompagnato da fasce rosse, gialle, bianche e nere; sotto, le curve degli archi furono sottolineate da una decorazione illusionistica, con finte ghiere colorate in blu\/giallo e verde\/rosso bruno. Nella prima met\u00e0 del Trecento la decorazione pittorica della basilica fu completata con i <i> <a href=\"http:\/\/progetti.diocesidicomo.it\/santabbondio\/wp\/presbiterio\/\">grandiosi affreschi dell\u2019abside<\/a><\/i> (episodi della <em>Vita di Cristo<\/em>, <em>Busti di profeti<\/em>, <em>Re del tempo di David<\/em>, <em>Cristo con Maria e san Pietro<\/em>, <em>san Giovanni Battista e san Paolo<\/em>) e con quelli oggi appena visibili sulla tribuna, raffiguranti le <em> Storie dei santi Adalberto e Rubiano<\/em>.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/progetti.diocesidicomo.it\/santabbondio\/wp\/bibliografia\/\">Per saperne di pi\u00f9\u2026<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019insediamento di una comunit\u00e0 di monaci benedettini presso Sant\u2019Abbondio nel 1010 avvi\u00f2 una fase di radicali trasformazioni: il complesso di origine paleocristiana fu abbattuto per essere ricostruito secondo moduli romanici. 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